Museo stufe antiche

la casa delle stufe del trentino

Le stufe antiche raccontano la tradizione per il calore naturale che contraddistingue la nostra terra.  Nel 2010 nasce il nostro museo , luogo in cui viene riscoperta e valorizzata l’arte del calore. Il visitatore rimane affascinato davanti ai manufatti artigianali raccolti, restaurati ed avvalorati. In questo luogo magico si custodisce la cultura che l’artigiano deve fare attorno al suo prodotto, cosa che purtroppo oggi, succede molto raramente. Qui nasce anche l’amore e la passione che esprimiamo in ogni nostro manufatto artigianale.

Anche se il museo vero proprio è nato solo nel 2010, la ricerca delle stufe, degli arnesi e dei documenti, è iniziata molto tempo prima. Nostro padre recuperò la prima stufa antica già nel 1982, salvandola da una fine ingloriosa in una discarica di inerti lungo il greto del fiume Avisio. Con il passare degli anni le stufe iniziarono ad aumentare di numero e di varietà: oggi la collezione conta circa 130 stufe, non tutte esposte per evidenti problemi di spazio.

All’interno del museo si possono però vedere stufe Bormiolli, Cavosi, Biasi, Tomazzolli, Leonardi, Tomasi e Zeni, tutte prodotte all’interno di antiche fornaci operanti sul territorio trentino. Sono inoltre esposte varie mattonelle di altre manifatture, anche estere.

Il nostro museo delle stufe antiche conta un primato ineguagliabile: vi si trova la più vasta e completa collezione di stufe Bormiolli, oltre ad un campionario dell’epoca quasi completo, prodotto da questa antica fornace.

Le stufe esposte sono di varie epoche: la più antica è del 1620 circa, di produzione brissinese, mentre la più recente è del 1910, di produzione nonesa. Il numero maggiore riguarda però stufe del 1800, denominato il secolo d’oro per la produzione di stufe in maiolica. Proprio nel corso di questo secolo, le fornaci operanti in Trentino, sfornarono migliaia di manufatti ceramici, dalle forme e dai colori più diversi. La ricerca ed il recupero di queste autentiche opere d’arte, è per noi costante, e ci impegna ogni giorno. Tale sforzo è riconosciuto innanzitutto dai visitatori che richiedono di poterlo visitare, ma anche dalle pubblicazioni e dai quotidiani che ne hanno parlato e che ne parleranno.